Come conservare il caffè: mai in frigo

Come conservare il caffè è una delle domande più frequenti che ci sentiamo porre. Anche nelle degustazioni delle miscele che Ottobono organizza per esempio all’Artigiano in fiera, oppure in prestigiosi eventi come il lancio del libro The Pursuit of Excellence, realizzato in collaborazione con la casa automobilistica Rolls Royce. Ci capita di incontrare raffinatissimi gourmand, esperti dei grandi cru che riescono descrivere con precisione i profumi percepiti a secco e chi dopo aver sorseggiato un espresso esclama: «Il vostro caffè è così speciale che una volta aperta la confezione per conservarne meglio l’aroma la ripongo in frigorifero».

Grazie per il complimento, ma la scelta dell’impianto freddo è sbagliatissima. Infatti, se a nessuno verrebbe in mente di riporre l’olio extra vergine di oliva in una ghiacciaia, è altrettanto assurdo ipotizzare la stessa cosa per il caffè. Il chicco dopo la tostatura da noi in Ottobono, riposa qualche giorno per rilasciare gli oli essenziali che gli danno quel gusto così particolare. Metterlo in frigorifero lo sottoporrebbe a un inutile sbalzo termico, che ne potrebbe rovinarne l’aroma.

E allora come conservare il caffè? 

Beh nella dispensa, lontano da fonti di calore, umidità e luce, esattamente come si fa per pasta, riso e legumi. Perché i chicchi sono igroscopici, ossia hanno la capacità di assorbire l’umidità, quindi a contatto con l’aria ne assorbono l’acqua e gli odori. Ma sono anche fotosensibili, in special modo il caffè macinato reagisce alla luce alterandone le caratteristiche. Insomma, meglio evitare i barattoli di vetro e optare per le lattine pressurizzate o le scatole a chiusura ermetica. Senza dimenticarsi di chiudere subito la confezione dopo l’uso, in modo da preservarne l’aroma e farlo durare il più a lungo possibile.